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Esistono ancora le Geishe in Giappone?

Se siete tra coloro che vogliono vivere in Giappone e avete un'ardente passione per le tradizioni nipponiche, allora sarete sicuramente incuriositi dalla figura della Geisha.


Misteriose e ammalianti, le Geishe in Giappone sono uno sguardo su un mondo antico e segreto, un ultimo respiro di bellezza in un'epoca contemporanea fatto di ritmi lenti, di particolari e di rituali tramandati. Non si può parlare di Geishe senza menzionare la meravigliosa Kyoto, epicentro dell'affascinante mondo giapponese tradizionale.


Delicati visi dipinti di bianco, piccoli movimenti aggraziati e abiti preziosi: sono tanti i luoghi comuni sulla Geisha che invadono l'immaginario occidentale e se siete tra quelli che vogliono lavorare in Giappone allora è proprio arrivato il momento di svelare tutte le convinzioni sbagliate.


Chi sono le Geishe in Giappone

Nel VII secolo d.C. compaiono per la prima volta nella storia giapponese delle cortigiane che intratteneva i nobili, conosciute con il nome di saburuku. Poco più tardi vennero sostituite da vere e proprio prostituire d'alto borgo, le jūyo. Queste figure storiche tuttavia non sono assolutamente vicine alla vera essenza della Geisha, che vede la sua nascita nel periodo Edo.


Le prime Geishe erano uomini esperti nella danza e nel bel canto che si dedicavano all'intrattenimento degli ospiti e dell'aristocrazia. Presto questo ruolo venne ricoperto esclusivamente da giovani donne, le Geishe.


Il nome "geisha" è formato dai kanji 芸者, in cui 芸 indica arte e 者 persona: letteralmente quindi la Geisha era un'artista esperta che intratteneva i suoi ospiti, una posizione molto lontana dalla prostituta dipinta in Occidente e che avrebbe presto soppiantato le jūyo per popolarità. Nacquero dei quartieri dedicati alla figura professionale della Geisha, i famosi hanamachi (花街, città dei fiori), frequentati da uomini d'affari che si prendevano meritati momenti di riposo dal lavoro in Giappone e politici che amavano le sale da tè e la compagnia delle Geishe. Queste artiste dell'intrattenimento infatti non erano solo eccellenti danzatrici e musiciste, ma anche ottime conversatrici e intelligenti compagne per chiacchierate colte e raffinate. Poter passare del tempo con una Geisha era un onore e un grande privilegio.


Quando il Giappone aprì i suoi confini ai Paesi dell'Occidente e iniziarono così i viaggi di lavoro in Giappone, in molti restarono affascinanti da queste delicate e poliedriche figure femminili. Da Van Gogh a Monet, da Puccini a prestigiosi nomi dell'alta finanza americana, in tantissimi hanno cercato di cogliere la bellezza della Geisha.

Cultura e lavoro in Giappone: come si diventava Geisha

Come mostra il capolavoro cinematografico Memorie di una Geisha, molte famiglie indebitate vendevano le proprie bambine alle okiya, dove crescevano e venivano addestrate alle belle arti, al canto e alla conversazione in un percorso per diventare Geisha. Qui continuavano inoltre a vivere anche in età adulta insieme ad altre apprendiste e geishe.


Le materie di studio di una Geisha erano la danza, il canto e gli strumenti musicali come lo shamisen e lo shakuhachi. Quando le ragazze raggiungevano un buon livello di apprendimento diventavano maiko e continuavano l'addestramento sotto la guida di una Geisha mentore abbandonando il loro nome da bambine e prendendo un nuovo nome d'arte.


In linea di massima occorrevano circa cinque anni di studio per diventare geishe, titolo che poteva essere conquistato dopo un esame e una cerimonia nota come mizuage. Ben presto tuttavia questo termine venne spesso confuso con il rito di iniziazione delle prostitute causando notevoli errori di considerazione sul mondo delle geishe. Oggi questa cerimonia è infatti nota come erikae e signidica cambio del colletto.

Le geishe esistono davvero ancora oggi?

La risposta a questa domanda è sì, le geishe esistono ancora. Tuttavia nel mondo di oggi il loro numero è diminuito notevolmente e questo è dovuto al cambio che la società nipponica ha avuto negli ultimi decenni. La modernizzazione, il contatto con i Paesi esteri e occidentali, lo sviluppo e la cambiata offerta del lavoro in Giappone hanno reso questo mestiere un meraviglioso sguardo al passato e ad un mondo che esiste per lo più nei racconti e nelle poesie antiche.


Oggi è possibile ancora godere della compagnia di una Geisha soprattutto a Kyoto, Kanazawa e nel quartiere Asakusa di Tokyo, dove le geiko, le "figlie d'arte" sono ancora dedite all'intrattenimento dei loro ospiti. Se siete per lavoro in Giappone o state seguendo un percorso di studio a Tokyo o a Kyoto vi consigliamo di non perdervi la straordinaria esperienza della sala da tè in un hanamachi o di uno spettacolo di danza tradizionale.


Kimono coloratissimi, ricche acconciature: le maiko passeggiano ancora per le strade del Giappone mentre vanno a lavorare a Tokyo e a Kyoto. Le geishe sono l'anima nostalgica del Sol Levante, figure quasi irreali quanto affascinanti, da non dimenticare.


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